Dal genoma della vite ai nuovi vini

Friday, 6 March 2009

Vini prodotti con varietà di vite resistenti alle malattie all’assaggio il 6 marzo 2009 a Verona presso i laboratori dell’Unione Italiana Vini (UIV).I ricercatori dell’Università di Udine sono visibilmente soddisfatti. Dopo 10 anni di impegno coronano un sogno e mantengono una promessa: produrre le prime varietà di vite da vino resistenti alle malattie.

Destinatari: i produttori friulani innanzitutto, ma con un occhio al resto del mondo. “Abbiamo selezionato in campo 170 piante da incrocio tra le 8.000 disponibili presso l’Azienda Agraria dell’Università - dice il dott. Gabriele Di Gaspero , attuale responsabile del progetto - e le abbiamo vinificate a Verona con l’aiuto degli enologi dell’Unione Italiana Vini. Con il loro aiuto le abbiamo ridotte ad una ventina.

Al loro interno, venerdì 6 marzo un gruppo di assaggiatori esperti provenienti da mezza Italia sceglieranno le migliori. Dopo tre-quattro anni di valutazione in varie aree viticole del nostro Paese intendiamo registrare al Ministero dell’Agricoltura a Roma le migliori varietà e licenziarle per la coltivazione.

Gabriele Di Gaspero, Raffaele Testolin, Michele Morgante, Alberto Policriti

Il progetto dell’Università di Udine parte nel 1998 - spiega Enrico Peterlunger, docente di Viticoltura all’Ateneo Udinese - con il supporto finanziario dell’Amministrazione della Regione Friuli Venezia Giulia. Abbiamo utilizzato - continua Peterlunger - le migliori linee resistenti ottenuti dal colleghi europei di Ungheria, Serbia, Germania, Austria, Francia e le abbiamo incrociate con vitigni di pregio (Sauvignon, Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sangiovese, Tocai ecc.).

Soddisfatto anche il prof. Testolin - anima storica dell’iniziativa - che ricorda come la viticoltura mondiale sia un colosso dai giganti di argilla perché muove un giro d’affari enorme, ma si basa su varietà incapaci di difendersi dalle malattie. “Per questo - continua Testolin - l’Unione Europea, a fronte di una superficie investita a vite pari ad appena il 3 % della superficie agricola totale, impiega per la vite ben il 65% di tutti i fungicidi impiegati in agricoltura, la bellezza di 68.000 tonnellate l’anno”. Nel 2006 l’Università, per facilitare il processo di trasferimento tecnologico della ricerca genetica sulla vite e darle un nuovo impulso e ancora maggior respiro, avvia la costituzione dell'Istituto di Genomica Applicata (IGA) con sede al Parco Scientifico e Tecnologico di Udine, coinvolgendo tutti i maggiori stakeholders.

L'IGA, completato con successo il sequenziamento del genoma della vite, dà una accelerazione al processo di selezione, coronato oggi dall’assaggio per il secondo anno dei nuovi vini. “Quando abbiamo iniziato il progetto di sequenziamento della vite - dice il prof. Michele Morgante, direttore dell’Istituto di Genomica - i produttori chiedevano continuamente quali sarebbero state le ricadute del progetto per il mondo vitivinicolo. Eccone una importante!”.

I vivai di Rauscedo dicono - per bocca del loro direttore Eugenio Sartori - che sono pronti a fare la loro parte per diffondere le nuova selezioni tra i produttori. I Vivai Cooperativi di Rauscedo hanno finanziato l’iniziativa assieme alle fondazioni bancarie della regione (Fondazione CRUP, Fondazione CRT e CARGO) alle Banche di Credito Cooperativo della Regione, alle aziende vitivinicole Le Vigne di Zamò, Livio Felluga, Marco Felluga, Venica & Venica, al Consorzio Collio, alla società Eurotech. "Sono stati raccolti 4 milioni di Euro a livello regionale - dice il Rettore Cristiana Compagno, che nel 2006 come delegato all’Innovazione e al Trasferimento tecnologico ha tenacemente aiutato i ricercatori nella raccolta dei finanziamenti e nella preparazione del business plan - perché l’IGA partecipasse al progetto di sequenziamento del genoma della vite e perché desse le prime risposte ai produttori nella direzione di una profonda innovazione del settore".

Intanto i ricercatori non si sono fermati. "Stiamo lavorando - dice ancora Gabriele Di Gaspero - ad una nuova generazione di incroci dove cerchiamo di mettere insieme resistenze multiple, capaci di tenere a bada più malattie e in grado di portare resistenze molto più durature di quelle con cui abbiamo lavorato negli anni scorsi. Lavoriamo contemporaneamente alla messa a punto di metodi di selezione rapida delle uve, basati sull’analisi dei profili aromatici dei mosti. Anche in questo caso la Regione è intervenuta con un ulteriore contributo sulla Legge Regionale 26, quella che finanzia l’innovazione.

Un nostro collaboratore, il dott. Luigi Falginella è appena partito per gli Stati Uniti dove lavorerà con il dott. Oliver Fiehn, il massimo esperto mondiale nell’analisi di profili metabolici basata su cromatografia e spettrometria di massa per mettere a punto metodi di analisi fine dei profili metabolici di mosti e vini". "Dobbiamo competere - continua Raffaele Testolin - con ricercatori di altri Paesi Europei che hanno ottenuto fin dal 1996 di coltivare nell’Unione Europea varietà di uve da vino resistenti a peronospora. Per fortuna si tratta di varietà non molto adatte ai climi caldi, tipici degli ambienti italiani e mediterranei, ma dobbiamo fare presto.

Siamo in competizione anche con altri centri negli Stati Uniti e in Australia". Informazioni supplementari Data evento: venerdì 6 marzo 2009 alle ore 11:00 c/o i laboratori dell’Unione Italiana Vini di Verona Attori coinvolti nel progetto scientifico Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali, Università di Udine: Gabriele Di Gaspero (leader del gruppo), Guido Cipriani, Enrico Peterlunger, Michele Morgante, Raffaele Testolin, Simone Castellarin, Luigi Falginella, Diana Bellin, Elisa Peressotti. I ricercatori del DISA hanno programmato ed eseguito gli incroci ed hanno fatto la selezione sia per la resistenza che per la qualità dei vini IGA, Istituto di Genomica Applicata, partecipa dal 2006 alla identificazione dei geni che controllano la resistenza a peronospora in vite e alla selezione delle nuove varietà Azienda agraria dell’Università di Udine. Il direttore Francesco Savonitto e il tecnico dott. Moreno Greatti non hanno lesinato spazi e lavoro in azienda. Mantengono e curano la gestione del materiale genetico e degli incroci. L’azienda ospita attualmente circa 8.000 incroci di vite a vari stadi di selezione UIV, Unione Italiana Vini.

Con il direttore dott. Francesco Pavanello e l’enologo dott. Giuseppe Versini è stata avviata una proficua collaborazione. La dott.ssa Michela Cipriani ha eseguito le vinificazioni con una competenza veramente professionale. Presso i laboratori dell’UIV sono state eseguite, oltre alle nano-vinificazioni, anche le analisi di mosti e vini. Finanziatori - l’Amministrazione Regionale, attraverso l’Assessorato alle Risorse Agricole, finanzia dal 1998 il programma di incroci con un contributo di circa 80.000 €/anno assegnato al corso di laurea in Viticoltura ed Enologia. E’ certamente il contributo più grosso al progetto e grazie alla continuità dei finanziamenti è stato possibile programmare un piano di ricerca così a lungo termine. Ancora la regione con un finanziamento biennale sulla LR 26 sull’innovazione. - le fondazioni bancarie della regione: Fondazione CRUP, Fondazione CRT e Fondazione CARIGO - le Banche di Credito Cooperativo della Regione FVG, - I Vivai Cooperativi di Rauscedo (PN) - Eurotech di Amaro - Produttori e consorzi: Le Vigne di Zamò, Livio Felluga, Marco Felluga, Venica & Venica, Consorzio Collio

Alessandro Gervaso

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